Tipologie di gara: la 10km di corsa


Il triatleta è un personaggio instancabile e impossibile da fermare.
Per cui anche se fuori ci sono solo i pinguini con la sciarpa, lui freme per vivere di nuovo l’adrenalina della gara, la poesia del traguardo, la vittoria di categoria su quel podio di legno fatto con vecchie cassette della frutta verniciate.

Come può quindi appagare questa sete di soddisfazione?

Semplice, con la gara delle gare, sottovalutata come fosse una camminata veloce dopo pasto la domenica, ma invece insidiosa come i tuffi dove l’acqua è bassa: la 10km di corsa.

Ebbene si, perché la 10km non è fatta per i runner principianti, per i triatleti in erba, per i poco allenati.
E’ per i runner veloci, che alla partenza indossano solo mutande, reggiseno e fascia cardio, mentre nelle retrovie i più lenti hanno anche gli scaldamani chimici dentro i guanti.

Fu così che anche io, come tutti i neo triatleti, mi iscrissi alla mia prima 10km.

Scelsi una gara dove partecipavano molti dei miei compagni di squadra, compreso il capitano (un argentino pazzo che corre come il vento, più avanti capiremo perché è un dato importante), la famigerata Stramagenta.

Non so come sia adesso, non ho più avuto il coraggio di iscrivermi, ma quell’anno si sviluppava su due giri da 5km.
Naturalmente il meteo incerto e beffardo minacciava pioggia, ma alla partenza per fortuna eravamo ancora all’asciutto.

Alla partenza il capitano si mise naturalmente davanti, i miei compagni di squadra un po’ più indietro e io in fondo.
Pronti, si parte!
Iniziammo a correre con calma, io e le signore del paese insieme a me, ma piano piano scoprii che anche loro erano più forti di me e mi lasciarono sola.
Dopo il primo chilometro mi raggiunse una signora sui 50 anni molto simpatica, voleva chiacchierare, d’altronde a 7:30 al km che altro puoi fare? Di certo non la possiamo chiamare corsa.

Ma purtroppo per me era corsa eccome, e mi trovai costretta a declinare l’invito alla conversazione spiegando a gesti che o parlavo o vivevo.
La signora capì la situazione e si voltò alla sua destra per parlare allora con un altro signore, piuttosto anziano.
Andammo avanti così per altri 2km finché l’anziano non si staccò e andò avanti.
La signora lo salutò dicendogli: “Vai vai nonno, ci vediamo poi dopo al ristoro”.

Nonno.

NONNO.

Si, avete capito bene, era suo nonno.
Per sicurezza chiesi conferma, e la signora mi spiegò che si trattava davvero di suo nonno 83enne.

Bene, eravamo quasi alla fine del primo giro da 5km e decisi immediatamente di approfittare per ritirarmi, scappare alla macchina senza farmi vedere da nessuno e scomparire per sempre dal mondo delle gare.

Ma purtroppo non mi fu possibile.
Vi ricordate il capitano?
Naturalmente al termine del mio primo giro, lui aveva invece già finito la gara, e aspettava a bordo strada per fare il tifo a tutti noi (cioè solo a me perché anche gli altri avevano già finito).

Mi guardò negli occhi mentre mi avvicinavo e capii subito che non avevo scampo, cercai di non incrociare lo sguardo sperando che funzionasse così come con il tirannosauro che se non ti muovi non ti vede.
Ma all’ultimo una distrazione mi fregò e mi voltai a guardarlo.

“Mica starai pensando di ritirarti?”
“Chi io? Ma scherzi, non lo farei mai!”

Invece lo avrei fatto eccome, ma ormai non era più possibile.
Proseguendo passai davanti alla mia macchina sognando di salirci e scappare ma sapevo che poi avrei dovuto giustificare il mio gesto.
Quindi decisi di proseguire.

Naturalmente, girato l’angolo e iniziando il secondo giro, iniziò un temporale che mi accompagnò per tutti i successivi 5km.

Al traguardo il nonno della signora era già arrivato, lei mi superò in uno sprint finale negli ultimi 500 metri, le camminatrici dietro si erano arrese e così arrivai da sola, sotto una pioggia torrenziale, scoprendo che il traguardo non esisteva più, c’era rimasto solo un gazebo con i cronometristi, che avendo pietà di me mi fecero un sorriso.

Mi fermai, spensi il Garmin, non guardai nemmeno il mio risultato.
Mi avvicinai al gazebo per proteggermi dalla pioggia e un cronometrista molto gentile si avvicinò e mi chiese se stavo bene.

“Si grazie, tutto bene, solo, per favore, mi indicherebbe dove sono gli spogliatoi? Non capisco più nemmeno come mi chiamo.”

Arrivai al ritiro borse per andare poi a fare la doccia, non fu difficile trovare la mia, era l’unica rimasta.
Trovai anche il ristoro, al caldo e al coperto e presi un biscotto.
Raggiunsi i miei compagni di squadra già lavati, vestiti e stirati.

“Grande!! Sei arrivata!! Dai vieni che facciamo la foto tutti insieme, ti abbiamo aspettato!”

Morale: se siete più lenti dei nonni di 83 anni e volete lo stesso fare una 10km, andateci con amici e compagni che vi vogliano abbastanza bene da aspettarvi per fare la foto che celebri l’impresa!

5 thoughts on “Tipologie di gara: la 10km di corsa”

  1. Bellissima storia lo vissuta anchio un po diversa ma difficoltosa e ancora oggi rido su la mia prima gara fatta da sola

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