La settimana del triatleta…in inverno

Gli allenamenti sono ormai ricominciati inesorabili e dopo qualche trail per smaltire i bagordi delle feste, qualche nuotata per ritrovare un po’ di fiato, riprende la routine standard del triatleta.

Ma come cambia la routine del nostro triatleta in questo periodo dell’anno?
Semplice, rimane uguale a prima, ma con il freddo.

Lunedì

Come ormai ben sappiamo, si nuota.
Ma non basta il trauma del risveglio prima ancora che la sveglia si svegli per noi, ecco che in inverno arriva il trauma dell’acqua della piscina gelida
Dal momento in cui apre gli occhi, per tutta la durata del caffè, del fare la borsa e del tragitto in auto, il triatleta pensa a una cosa sola: l’ingresso nelle acque congelate della piscina al mattino.
Ebbene sì, perché voi tutti che nuotate durante la giornata o la sera non lo sapete, ma la temperatura accogliente che trovate al vostro ingresso è merito del corso anziani della mattina, i cui partecipanti hanno più potere delle Forze dell’Ordine, loro sono la Polizia delle temperature, se loro hanno freddo tutti gli impianti del mondo si devono subito adeguare.
Ma tu sei un triatleta, quindi ti meriti di nuotare subito prima del corso anziani.

Martedì

Adesso sì che si ragiona: i rulli!
Quel trespolo maledetto in primavera e in estate, quando ti tocca appollaiarti perché quel giorno non c’è tempo per l’uscita fuori, eccolo che torna nella tua vita e stavolta è un amico.
Ma per poco.
Ben presto ti accorgi che i 22 gradi fissi del tuo impianto di riscaldamento sono nemici della performance, ma soprattutto della respirazione e della termoregolazione, quindi dopo già 5 minuti di riscaldamento ti tocca mettere in pausa, scendere dal trespolo e aprire tutte le finestre.
Finirai il tuo allenamento con mani e orecchie ibernate e il resto del corpo in fiamme.

Mercoledì

Si corre. Qui, in teoria, non ci sono intoppi.
La corsa riscalda subito.
Beh, “subito” è un concetto impreciso.
E soprattutto, come mi vesto?
Se anche in estate non azzecchi l’outfit, come puoi sperare di indovinarlo in inverno?
Ma tu sei scaltro e memore dei tuoi errori nel preparare i vestiti la sera prima, decidi di sceglierli un secondo prima di doverli indossare.
Mentre ti vesti continui a cambiare strati, non sei sicuro, non ti convince.
Intanto inizi a sudare, ti senti grasso e inadeguato, ma come fanno a Central Park che sono tutti truccati pure gli uomini a sembrare sempre perfettamente vestiti per l’occasione?
Non lo sappiamo e non lo sapremo mai, e ci penseremo per tutti quei lunghi numerosi minuti in cui inizieremo a correre cercando di riscaldarci, consci di aver sbagliato abbigliamento anche stavolta.

Giovedì

Si torna a nuotare, ma stavolta c’è un plot twist terrificante.
Subito dopo il nuoto si esce in bici.
Qui si raggiungono livelli di stress pari solo a quando traslochi o ti sposi: preparare la borsa fa venire letteralmente da piangere e devi farlo la sera prima, sapendo che sbaglierai tutto e non dormirai pensando a cosa potrai esserti dimenticato.
E sicuramente ti sarai dimenticato qualcosa di essenziale, tipo i guanti.

Venerdì

SICCOME FA troppo freddo per la doppia corsa, si riduce tutto a una sola corsa ed è una seduta impegnativa: ripetute in salita (delle quali conosciamo già bene l’andazzo, qui).
Anche in questo caso la scelta dell’outfit ricorda molto la Ferragni quando mostra la sua cabina armadio, e l’epilogo è sempre uguale: freddo gelido durante il riscaldamento, caldo africano durante il lavoro centrale e ritorno a casa congelati grazie al defaticamento da sudati.
Se poi siete come me, c’è anche il dramma delle scale con le gambe di marmo per poter arrivare alla doccia.

Sabato

C’è stato il sole tutta la settimana, ma ovviamente il sabato mattina, tanto atteso per il lungo in bici, c’è la nebbia tipo Silent Hill e la visibilità non va oltre il manubrio.
Non ci facciamo scoraggiare e organizziamo lo stesso l’uscita in gruppo.
Obblighiamo tutti a montare la luce posteriore fendinebbia e lasciamo la responsabilità all’unico disgraziato là davanti costretto a tirare da solo tutto il tempo.
La pausa caffè viene abolita, impossibile fermarsi, pena il congelamento immediato di tutte le falangi e del tratto cervicale, con grande gioia di tutti gli osteopati, molto amici dei triatleti.

Domenica

Siamo lì lì per fare il giorno di riposo.
La lunga settimana di lavoro e di allenamenti al freddo ci hanno provato fisicamente e mentalmente.
Allenarsi con queste temperature aumenta la fatica, il corpo non deve gestire più solo la nostra follia, ma anche il gelo.
Ma dal momento che sei un triatleta, avrai presumibilmente anche amici triatleti.
Non vuoi andare a fare una “tapasciata” non competitiva con partenza alle 8 decidendolo alle 6 durante una breve sveglia per andare in bagno?
Ed è così che ti ritrovi, con altre diverse decine di scriteriati come te, in mezzo al nulla dell’hinterland milanese, per una corsa nel bosco del Ticino, vestiti come per andare in Antartide nei mesi invernali.
Però sei contento, ti guardi intorno, la brina sulle foglie ha un che di romantico, e sai che quella sarà una grande corsa.
D’altra parte il premio finale è ambitissimo: una bottiglia di vino della casa del ristorante del paese, che ti berrai per disperazione ritornando a casa perché nemmeno il riscaldamento della macchina impostato al massimo riuscirà a salvarti.

Morale: se andate a fare le corsette gelide la domenica mattina, scegliete quelle nelle quali si vince il vino e fatevi accompagnare da un atleta astemio, così al ritorno guida lui!

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *