Il triatleta in vacanza: prima parte

Per coronare un sogno, ci sono tanti sacrifici che la gente non vede.

L’estate sta finendo e ormai siamo tornati quasi tutti alla nostra routine.
Ripensiamo alle vacanze e assaporiamo quei momenti di relax e giornate spese senza mai dover guardare l’orologio.
Le vacanze sono fatte per riposare.

Ma non per tutti.
Non per il triatleta.

Le ferie, per il triatleta, sono un momento ambivalente che lo ossessiona già da molti mesi prima di partire.
Quelle due settimane lui se le è guadagnate con i “punti moglie” raccolti ad ogni lungo della domenica, quando la salutava sulla porta dicendole “vedrai che in ferie staremo sempre insieme”.
Il triatleta mente, sapendo di mentire, tutto l’anno, mentre segretamente googla “training camp agosto” durante la passeggiata col cane.

Lui sa che quando arriva il momento di scegliere le ferie bisogna essere furbi e lesti, e fare tutto come se l’idea fosse stata di qualcun altro.
Verso il mese di aprile escono i camp e i post con “le migliori location di vacanza per sportivi e famiglie”.
Comincia la sera a cena, con un “amore quest’anno che facciamo in estate?” e spera sempre in “vado da mia madre coi bambini e il cane”, ma purtroppo per lui non succede mai.
“Io mi voglio rilassare, tutto l’anno dietro lavoro, casa, figli, cane e te, non voglio fare assolutamente nulla per 15 giorni”.

Ed ecco che il triatleta intravede una speranza.
“Amore, ti tolgo anche questa preoccupazione, ci penso io a scegliere la vacanza!”

Corre in camera col portatile e apre subito i gruppi sui social dove già da gennaio i triatleti scapoli o con mogli atlete condividono link e consigli sulle vacanze.
Riesce a trovare il posto perfetto e prenota.
La moglie è contenta, i figli non hanno voce in capitolo, il cane ormai lo conosce e spera solo di non dover viaggiare nel baule con la bici.

Arriva il famigerato giorno della partenza.
Il triatleta ha la macchina grossa, deve farci entrare tutto, eppure ogni anno si trova a dover scegliere se portare la bici o i figli.
Ha fatto corsi online su come si smonta la bici fino a farla diventare una borsetta, ed è pronto a tutto.

Comincia la lista delle cose da prendere.
Alla fine della prima pagina ha già fatto 4 valigie e un trolley.
Decide allora di usare il famigerato metodo “uno di tutto”, tanto poi i vestiti si lavano a mano nel bidè e il tessuto tecnico asciuga in fretta.
Caliamo quindi a 2 valigie più la bici.

Caricare la macchina è più faticoso che salire e scendere dalla bici con le scarpe agganciate, ma non si perde d’animo, succhia un gel di carboidrati e chiude la portiera della macchina, soddisfatto e appagato.

Si parte!

Il triatleta ha però un segreto, che tace a tutti, alla moglie in primis e anche al cane.

Anche in vacanza deve seguire la tabella.

Tabella che prevede, a ogni viaggio, che sia di 5 o 15 ore, una corsetta scarica gambe all’arrivo.
Per tutto il viaggio ha in mente solo cosa inventarsi per poter farcela, sopporta i vari “appena arriviamo andiamo subito in spiaggia” e “stasera ceniamo fuori” e spera nel miracolo.
Il miracolo arriva, ed è fatto di “amore scarica tu la macchina, io e i bambini e il cane andiamo a fare due passi sul mare”.

Perfetto!

Parcheggia davanti all’hotel con una manovra e mezzo per non perdere troppo tempo, non fa nemmeno il check-in, caccia via la famiglia e cerca subito scarpette e pantaloncini.
Sono nella valigia, dai quella lì rossa.
Quella lì in fondo a tutto il resto dei bagagli.

Scarica velocemente la macchina, il battito è già in Zona 3, trova l’abbigliamento, si cambia lì sul marciapiede senza alcun pudore, ricarica la macchina e parte.
Torna indietro che ha dimenticato la fascia cardio. Riparte.
Fa la sua corsetta scarica gambe in zona 4 barra 5, preso dalla paura di essere scoperto, prende un Kom su strava nel segmento “spiaggia-hotel dei triatleti bugiardi” quando vede la moglie fare ritorno e corre alla macchina.

“Ma non hai ancora scaricato?? E come mai sei vestito da corsa?”
“Guarda non hai idea, volevo scaricare subito e poi fare una corsetta da voi alla spiaggia ma alla reception è pieno di triatleti con le bici che cercano la bike room e mi hanno fatto perdere un sacco di tempo!”

Il triatleta è un essere scaltro, sa sempre come salvarsi dai pericoli, sa che gli altri triatleti si sacrificano volentieri per lui.
In questo macro gruppo di lottatori contro tempo, mogli e valigie da scaricare non ci sono sconti, l’importante è rispettare la tabella!

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