Tipologie di allenamento: le acque libere

Solo chi rischia di andare troppo lontano avrà la possibilità di scoprire quanto lontano si può andare.

C’è una cosa di cui sono assolutamente certa: non nuoterò mai in un lago.

Questo era quello che dicevo, con ferma convinzione, a chiunque fosse con me nei molteplici giri fuori porta con destinazione uno dei tanti laghi della Lombardia.
Osservavo la maestosità dell’acqua e visualizzavo mostri e mulinelli e piovre di 200kg che ti afferrano per la collanina e i vicini intervistati che dicono “salutava sempre”.
Ero assolutamente convinta della mia posizione.

Poi ho iniziato a fare triathlon.

Quando l’allenatore mi disse che poteva essere arrivato il momento di provare le acque libere, non ricordavo di questa promessa fatta a me stessa negli anni, ovvero di non dare mai modo alla piovra assassina (ce n’è una in ogni lago) di prendermi.
Quindi, eroicamente, dissi, “ma certo, perché no!”.

Perché no? Eh? PERCHÉ NO!

Ma d’altronde sono una che si butta volentieri nelle cose. Sul momento non nei laghi, ma che vuoi che sia, lo fanno in tanti, pure i bambini, vuoi che non possa farlo io?
Quindi organizzai un sabato mattina, con marito al seguito, per fare il mio tentativo.

Non mi voglio dilungare molto, dirò solo che la notte avevo sognato la piovra che mi mandava messaggi su Whatsapp. Quindi usai il marito per l’esplorazione dei fondali, ma quando tornò e mi disse “sotto non c’è nulla”, io non mi fidai e tornai a casa con alle spalle ben 20 metri di nuoto in acque libere.

Decisi allora di chiamare i rinforzi, e mi feci accompagnare una seconda volta da una mia amica pazza del tutto, che come prima gara di esordio aveva addirittura fatto un mezzo Ironman.
Una ragazza dotata di molta pazienza, abituata alle mie ossessioni, la stessa che al mio primo allenamento di nuoto con la squadra mi spiegò addirittura come funziona un armadietto.
Quindi, come dire, conosceva i suoi polli.

Arrivate a destinazione, ci accorgemmo di non essere sole, altri atleti erano lì per nuotare.
Eravamo contente? Eravamo in imbarazzo? Oddio non riuscivamo a deciderlo!
Vabbè, intanto mettiamoci la muta.
Avevamo la stessa identica muta, solo che io portavo la 25XL e lei la S.
Di sicuro la piovrà avrebbe scelto me.

Gli altri atleti presenti ci notarono, ma probabilmente ci scambiarono per due disturbate e risero, dato che con una mano tenevamo la muta e con l’altra il borotalco. Diciamo che il borotalco non serve, ma lo avremmo scoperto poco dopo, quando ci saremmo ritrovate intrappolate nella muta, con seicento gradi esterni, il terrore (mio) di buttarmi nel lago e la totale incertezza della riuscita dell’avventura.

Arrivò il momento.
Non ricordo esattamente come sia andata, perchè nel primo pezzo si vedeva il fondo e chiusi gli occhi, ma pare proprio che di lì a poco io mi sia trovata a nuotare in acque libere!
Ragazzi che emozione, stavo nuotando in un lago! Io che non credevo di riuscire mai, che pensavo di dover davvero mollare tutto e iscrivermi a Glutei Addome Gambe, o peggio ancora a Calistenics, stavo nuotando in acque libere!!

Emozionata e orgogliosa di me, chiesi alla mia amica che distanza avessimo già fatto.
“100 metri”.
“Ah”.

Insomma, è stata lunga, ci siamo fermate mille volte perché non riuscivo a mettermi in verticale, rimanevo a pelo d’acqua come una fetta biscottata nel tè, pure la piovra si era stufata di aspettarmi ed era andata a mangiare uno svizzero obeso in pensione alla riva opposta.

La mia amica mi teneva la mano e mi tranquillizzava, e alla fine ce l’ho fatta, ho nuotato al lago e ho pure messo giù le gambe! Ma in fretta, che se la piovra è una che mastica veloce, siamo punto e a capo.

Cosa posso consigliare a chi vuole provare a nuotare in acque libere?

– Non esiste nessuna piovra
(oppure si?)

– Portatevi un’amica come la mia, che abbia la pazienza di aspettare i vostri tempi
(Non di cottura)

– Fate prima una prova della muta in piscina
(Non è molto bello avvolgersi nel neoprene a 35 gradi sotto il sole)

– Non usate il borotalco
(Ci sono molti prodotti in commercio adatti all’uso, pronti a farvi diventare guizzanti e unti al punto giusto)

– Scegliete un lago dove avete la certezza che si possa balneare
(La presenza della piovra non è prova di acque pulite)

– Se possibile, scegliete un lago che non abbia traffico a motore
(La piovra magari non esiste, ma l’elica dei motoscafi sì)

E soprattutto, divertitevi, nuotare in acque libere è una delle cose più belle che ci sia!
Se non affogate in un mulinello, naturalmente.

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