Come scegliere l’allenatore

Affronta con cuore deciso la salita più dura.

Appurato che a questo punto serva qualcuno che la aiuti (e anche un miracolo), la nostra ragazza cicciottella deve trovare il coraggio di fare il passo successivo e cercare un allenatore. Di quale disciplina sportiva però?

Ok, non ve l’ho detto, la ragazza cicciottella è anche una sbruffona, e decide di porsi un obiettivo leggermente al di sopra delle sue reali possibilità di quel momento.

Vuole fare TRIATHLON.
(Sei seria? Sei pazza? Ma perchè? Ma magnati i biscottini!)

Ma lei è così convinta che niente e nessuno riuscirebbero a schiodarla dalla sua decisione, per cui si mette alla ricerca della guida giusta per questo percorso difficile, che si rivelerà a tratti piuttosto tragicomico.

Allora, quali sono le opzioni? Uomo, donna, giovane, vecchio/a?

Età e sesso dell’allenatore

Non hanno alcuna importanza.
Uomo o donna, giovane o vecchio/a, quello che importa è che abbia esperienza e conoscenze, e, ricordiamoci, tanta pazienza!

Atleta/ex atleta asciutto come una fetta biscottata o cicciottello?

Saper allenare non ha nulla a che vedere con l’essere allenati, o magri o belli.
Non deve dare il buon esempio, non è un modello o un attore, è un allenatore!

Poi ci sono anche quelli belli e atletici che fanno gli allenatori, e lì vinciamo il jackpot, di solito sono atleti professionisti o ex atleti, e non cercate di imitarli, non vi conviene, limitatevi ad osservarli bene e da vicino quando vi mostrano gli esercizi!

Molte volte sentiamo persone dire: “Ah io non mi faccio allenare da uno che non ha il fisico da atleta”.
No scusa, se io mi voglio magnare anche la cassapanca dell’ingresso devo renderne conto a te? 
Beh, non credo.
Si fanno scuole e si sostengono esami per fare gli allenatori, e in nessun programma didattico compare la voce “non ti magnare anche la cassapanca del soggiorno sennò poi non ti assumono”.

Quindi, torniamo sempre alla cosa più importante, le competenze!

Dove posso trovare dei nominativi tra cui scegliere?

Social Network, siti/blog e passaparola sono metodi ugualmente validi.
Tuttavia a volte si può incappare in personaggi peculiari, sopratutto sui social.
Diciamo che se al primo contatto l’allenatore vuole già venderti un prodotto di cui è ambassador, forse conviene andare oltre.
Scappiamo anche da quelli che non hanno un curriculum ma si sono improvvisati, le competenze di chi offre un servizio devono essere sempre ben leggibili da qualche parte!
Anche nel passaparola potremmo avere degli intoppi, se il vostro amico che fa gli Ironman vi consiglia il suo allenatore, accertatevi di avergli specificato che voi volete solo arrivare dal pianerottolo al posto auto! Che magari quell’allenatore non è adatto per voi.

E quindi? Che si fa? No dai è troppo difficile, torno dai biscottini!

Alla prima esperienza quello che conta è individuare qualcuno che ci trasmetta qualcosa.
Ovunque si trovi il nominativo della persona da chiamare, ne possiamo contattare quanti vogliamo, non c’è un limite, possiamo sbagliare persona anche dieci volte.
Quello che conta è poi la conversazione che avverrà di persona.
Mica pensavate di potervi nascondere per sempre dietro lo schermo del computer insieme ai vostri biscottini?

A questo punto cosa ci serve ancora sapere per fare la scelta giusta?
Cerchiamo di capire cosa vogliamo da un allenatore.
Nel mondo di internet ci sono tantissimi coach online, coach su Skype, coach a domicilio, coach che dormono con te (sopra o sotto il letto? No perchè qualcuno qui ha paura di cosa c’è sotto il letto da quando ancora andava all’asilo).

Cosa possiamo chiedere o addirittura pretendere dal nostro allenatore?

Ed ecco che quasi tutti, nel promuoversi in siti e social, elencano quello che avrete da loro.
Con gli occhi di chi non sa assolutamente da che parte cominciare più o meno la capiamo così:

Personalizzazione dell’allenamento
(non lo so che vuol dire ma mi hanno detto che serve)

Supporto
(sempre, metti che cado, chi mi tiene?)

Empatia
(tanto nei miei panni ci stiamo comodissimi anche in due)

Feedback
(cos’è? Si mangia?)

Competenze e spiegazioni chiare
(ok, questa si capisce)

La nostra ragazza cicciottella è principiante, anzi, principiante meno meno.
Ma ha già chiaro quello che vuole.
Vuole tutte quelle cose scritte lì, anche quelle che non ha capito se si fanno al forno o in padella.
Essere all’inizio non vuol dire dovere aspettarsi di meno, anzi, è proprio quando si comincia che si ha bisogno di qualcuno che ci tenga la mano (e i fazzoletti, che le lacrime si sprecheranno!)

E qui la narrazione passa in prima persona, perchè questa storia è proprio bella, e ve la voglio raccontare con tanti “io” di mezzo.
D’altronde oltre che sbruffona sono anche un po’ vanitosa, ma soprattutto pigra, e scrivere tutte le volte “la nostra ragazza cicciottella” è troppo faticoso!

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